Caro diario, Il mio paesaggio è una grafia, letta e riletta all'infinito.
Caro diario,
Quest'anno ho scoperto che è possibile innamorarsi di un paesaggio, o quanto meno della sua immagine.
Della piccola porzione che riescono a catturare i nostri occhi.
La radice che sta crescendo su quel balcone vuoto è per me una vista panoramica. Più lo fisso e più trovo qualcosa di nuovo.
Non saprei come spiegarlo. Posso solo immaginare che se un giorno in quella casa tornasse qualcuno ne rimarrei profondamente delusa.
Dalle finestre di casa mia il tempo sembra essersi fermato, scorgo qualche stanza dalle persiane semiaperte e mi abbandono all'immaginazione.
Quella pianta che continua a crescere mi insegna ogni giorno che bisogna essere sempre così.
Cancellare i confini, rompere gli argini.
Trovare la forza di crescere anche dove, in teoria, non c'è spazio per noi.
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