La spesa sospesa per le famiglie in difficoltà, i crowfunding a sostegno delle strutture sanitarie e i fondi destinati alle attività economiche in crisi sono solo alcuni dei virtuosi esempi di solidarietà italiana a cui stiamo assistendo durante l’emergenza Covid-19.
Il sito «Italia no profit» è riuscito a mappare solo una parte delle numerose iniziative solidali a favore di scuole, ospedali, enti no profit, cittadini, famiglie ed aziende, quantificando il valore di tali donazioni in 638 milioni di euro (il dato è in costante aumento).
Il difficile momento storico che stiamo vivendo ha risvegliato il cuore solidale dell’Italia. Un valore quello della solidarietà che affonda le sue radici nella tradizione culturale italiana e che trova un proprio ed autonomo riconoscimento anche nella Carta costituzionale.
La Costituzione italiana, rispetto altre carte europee ed extraeuropee, è l’unica infatti ad aver espressamente previsto il principio di solidarietà. L’art. 2 impone a ciascun cittadino ed alle istituzioni il dovere di solidarietà sociale, economica e politica. Tali doveri hanno l’obiettivo di concorrere alla realizzazione dell’uguaglianza tra tutti gli individui e alla tutela della dignità umana. La nostra Carta costituzionale ha accolto la connotazione dell’individuo “uti socius”, cioè come membro attivo della collettività, il quale può e deve contribuire positivamente allo sviluppo e al miglioramento della società. Ove non arrivano le istituzioni, ci sono le organizzazioni del Terzo settore, le quali sono, infatti, da sempre costantemente impegnate nell’assicurare e tutelare la dignità umana e contribuire al benessere sociale. In Italia, gli enti no profit oggi attivi, secondo i dati dell’ultimo censimento Istat, sono circa 336 mila, di quali circa l’86% è finanziato e gestito da privati e dalle organizzazioni religiose.
La cooperazione sociale per il raggiungimento del benessere collettivo ha reso altresì possibile anche la composizione di interessi apparentemente inconciliabili tra loro come l’impresa e la solidarietà. Il nostro ordinamento giuridico conosce, infatti, gli esempi virtuosi dell’impresa sociale e della società benefit, nei quali il fine ultimo dell’attività economica non è il mero profitto ma il benessere delle persone e della collettività. Il business può dunque creare un impatto sociale positivo e l’Italia, in tale settore, ha primato europeo, guidando la crescita del numero di società benefit.
È necessario promuovere e valorizzare le formazioni sociali del Terzo Settore e le economie solidali. In tale prospettiva, il web e gli altri mezzi di comunicazione hanno assunto un ruolo determinante nell’ultimo periodo. Essi, infatti, sono uno straordinario strumento di propulsione delle iniziative di welfare. I social networks hanno contribuito, soprattutto durante questa emergenza, a dare visibilità alle numerose raccolte fondi organizzate. Gli imprenditori digitali hanno realizzato portali che, ad esempio, riuniscono tutte le migliaia di iniziative solidali, rendendo così più facile l’accesso ai beni e ai servizi messi a disposizione da persone ed aziende. La solidarietà italiana esce dai suoi schemi tradizionali e diviene anche “digitale”. Essa si fonda sulla cooperazione tra istituzioni ed aziende per fornire servizi digitali gratuitamente ad imprese e cittadini, alleggerendo così l’impatto delle restrizioni della libertà di movimento previste per contrastare la diffusione del coronavirus.
Gli esempi di solidarietà italiana superano anche i confini nazionali e si diffondono negli altri paesi che oggi condividono l’emergenza Covid-19. Gli imprenditori italiani che hanno attività produttive anche all’estero hanno infatti deciso di esportare il modello di solidarietà “Made in Italy” aiutando le comunità locali in difficoltà attraverso la fornitura gratuita di beni e servizi.
La società italiana non volge lo sguardo altrove davanti alle avversità, ma raccoglie le proprie forze e cerca di aiutare in ogni modo possibile chi si trova in difficoltà. Le associazioni di volontariato, le organizzazioni religiose, le istituzioni, le imprese e i cittadini cooperano tra loro in un’unica meravigliosa armonia per il raggiungimento del bene comune. È questa l’immagine dell’Italia che dobbiamo promuovere, valorizzare e gelosamente proteggere. Quella di un Paese che riunisce le proprie risorse economiche e sociali per aiutare gli altri e far sì che nessuno resti indietro.
Se si parla di “italianismi”, ovvero ciò che fa parte della tradizione culturale dell’Italia, non si può dunque non pensare alla solidarietà, quella meravigliosa e straordinaria caratteristica che senza alcun dubbio connota la società italiana in ogni suo aspetto del vivere, dal caffè sospeso, all’istituzione di fondi milionari.
[Ludovica Decimo]
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