In cucina con Miscusi Family!


«quando scocca l'ora del pranzo, seduti davanti a un piatto di spaghetti, gli abitanti della Penisola si riconoscono italiani. Neanche il servizio militare, neanche il suffragio universale […] esercitano un uguale potere unificante. L'Unità d’Italia, sognata dai padri del Risorgimento, oggi si chiama pastasciutta»

 

(C. Marchi, Quando siamo a tavola, Rizzoli, 1990)

/Pà-sta/: è quella cosa che gli altri cercano di imitare, ma solo gli italiani sanno fare.

Se mi chiedessero: “che sapore ha per te l’Italia?” io risponderei “della pasta”. Per la precisione di uno spaghetto al pomodoro con un po' di basilico fresco sopra. Semplice, ma essenziale.

Lunga, corta, rigata, liscia, ripiena, all’uovo, al forno: è il prodotto italiano per eccellenza, ce la imitano in tutto il mondo e - detto tra noi - con scarsi risultati. Ha il profumo di nonna, di tradizioni e di condivisione ed è parte integrante della vita e della cultura degli italiani.

Gioacchino Rossini si autodefiniva "Pianista di terza classe ma primo gastronomo dell'universo", amava la pasta che si faceva spedire direttamente da Roma e da Napoli, tanto che nel 1859 in una lettera ad un amico, si lamentava del ritardo di un carico di pasta firmandosi: "Gioacchino Rossini Senza Maccheroni".

Il piatto cult simbolo dell’italianità è stato poi immortalato al cinema, al teatro e nella pubblicità, da divi e star del grande schermo. “Robba sana, sostanziosa” diceva Alberto Sordi nel film Un americano a Roma (1956). Indimenticabile anche la famosissima scena in Miseria e Nobiltà (1954) in cui Totò e i suoi finti parenti, ballano sul tavolo mangiando spaghetti e ficcandoseli in tasca per non farseli portare via.

Insomma, si potrebbe vivere senza?


Quando penso alla pasta, però, non posso non pensare a due amici: Alberto Cartasegna (founder & ceo Miscusi) e Filippo Mottolese (co-founder Miscusi) - entrambi classe 1989 - che con tenacia, visione e passione hanno puntato tutto sui prodotti del territorio italiano lanciando Miscusi, il primo brand di ristorazione italiana interamente dedicato alla pasta fresca.

Prima a Milano e poi nel resto del nord Italia, è un posto in cui sentirsi come in famiglia: “Benvenuti a casa” questo è quello che troverete scritto sullo zerbino prima di entrare nei loro locali perché credono energicamente nel valore della condivisione e dello stare bene insieme.

Alberto Cartasegna con un’esperienza nel colosso Rocket Internet e Filippo Mottolese già attivo a Milano con un progetto nel retail, sono stati definiti da Forbes come i “due giovani milanesi che stanno reinventando la pasta italiana”. Sfegatati sostenitori della dieta mediterranea, sono la perfetta combinazione tra tradizione e innovazione con un sogno in comune: portare la pasta delle nonne in giro per l’Italia e nel mondo.

Ed in effetti cosa c’è di più familiare di un bel piatto di pasta?

Una vera e propria celebrazione dell’Italia che trova la sua massima espressione nel loro “pacchero tricolore”: pomodoro, burrata, crema di pistacchi e pistacchi di Bronte. E solo a pensarci ho l’acquolina in bocca.

 

Miscusi è anche sinonimo di famiglia e lo hanno dimostrato soprattutto in questa lotta che stiamo vivendo contro l’emergenza Covid-19.

Alberto e Filippo si sono chiesti, infatti, in che modo potessero dare il loro contributo ed hanno deciso di mostrare solidarietà verso chi è impegnato in prima linea in questa lotta – perché per dirlo con le loro parole “anche gli eroi hanno bisogno di energie” - preparando piatti freschi da recapitare direttamente a medici ed infermieri dell’Ospedale Sacco di Milano, oltre che a diverse organizzazioni no profit per la distribuzione di pasti ai senza tetto.

Un’iniziativa che poi ha spinto molti ristoranti a fare lo stesso.

Ma non è l’unica: “Facci vedere di che pasta sei fatto. Resta a casa, meglio se in cucina” nasce così la Miscusi Bottega, un ulteriore servizio per non far sentire sola la Miscusi family. Servizio disponibile dapprima in alcune città come Milano, Pavia, Bergamo, Torino e poi, dal 17 aprile, esteso in tutta Italia. Si tratta di una bottega digitale da cui poter ordinare sughi pronti e pasta fresca per riceverli direttamente a casa, il tutto condito con i tutorial delle mamme pastaie: è così che viene lanciato l’hashtag #acasaconmiscusi.

Il mio pensiero, però, è andato subito a quello che succederà quando tutto sarà finito e alle sfide che saremo chiamati ad affrontare.

E l’ho chiesto direttamente a Filippo Mottolese: “Come immagini l’Italia dopo l’emergenza Covid-19?"

“Sicuramente più consapevole di come ci si dovrà comportare per ritornare ad una normalità che non conoscevamo, sarà un po' una novità per tutti. L’adattamento dovrà essere a tutti i livelli aziendali per consentire di operare in serenità ed evitare ovviamente i ritorni di contagio che purtroppo sono documentati oltre oceano, quindi sicuramente più consapevolezza possibile. Poi bisognerà anche prendersi non dico dei rischi ma, sicuramente non si può più aspettare, c’è una componente importantissima che è quella economica, per cui sarà una sfida non indifferente e, se non abbiamo delle linee guida chiare, si rischia il caos”.

Ci siamo lasciati così, con lo sguardo rivolto al futuro ed i piedi ben piantati a terra, augurandoci di rivederci presto.

Nel frattempo sediamoci a tavola e godiamoci un buon piatto di cacio e pepe perché è proprio vero per dirlo con le parole di Alberto e Filippo: “La pasta unisce e rende felici”.

 

[Danila Iorio]

 

 



Notiziario

 

Iscriviti per ricevere la nostra newsletter.

Il campo è obbligatorio. Indirizzo Email non corretto
Grazie per esserti iscritto al nostro notiziario.
Si prega di riprovare.
Sei già iscritto al nostro notiziario.