No al passaporto, si all’Italia!


Sono sicura che una delle domande più frequenti che ci siamo posti in questo periodo, dopo il “quando usciremo?” è stata ed è tuttora “quando torneremo a viaggiare?”.

I social network sono invasi da vecchie foto delle nostre vacanze, quando non sapevamo ancora quanto avremmo dovuto aspettare per prenotare una nuova vacanza, quando avremmo preso il prossimo aereo, quando non sapevamo che quel tramonto poteva essere l’ultimo, perché è così che bisognerebbe guardarli i tramonti!

Mentre alcuni postano nelle proprie storie instagram i luoghi che vorrebbero visitare dopo questo incubo, altri manifestano tutta la voglia di uscire, una voglia che adesso è legata ad una immaginazione più che mai vivida. E il dolore di noi italiani si può dire doppio perché abbiamo da sempre avuto la fortuna di fare viaggi indimenticabili, esperienze emozionanti senza mai lasciare il Belpaese. L’Italia, da sempre, è meta ambita da turisti di ogni parte del mondo, basti pensare al numero di siti archeologici e alle bellezze naturali che possiede, basti pensare all’Unesco che ne ha adottato sotto la sua ala ben 55, dandoci il primato come nazione. Viaggiare in Italia è magico, il tutto è coadiuvato dalla capacità del suo popolo di renderlo indimenticabile, il calore in una stretta di mano - miraggio lontano di questi tempi -, la gioia sui volti dei passanti o semplicemente la confidenza, quella affettuosa, familiare, che si regala ad un turista che chiede informazioni sulla strada giusta da percorrere, considerando che dalle nostre parti puoi tranquillamente imbatterti in chi addirittura ti dice: ‘’Seguimi, ti ci accompagno io!’’

“Italians do it better”, diceva qualcuno, “puoi dirlo forte!” aggiungerei!

Il periodo storico che stiamo vivendo cambierà radicalmente le nostre abitudini, ne stiamo avendo prova sempre più; i tempi sono lunghi, gli esperti si concedono in caute previsioni, la salute umana è l’unico elemento che ora conta e come in tutte le cose anche per i viaggi, soprattutto internazionali ed intercontinentali, dovremmo aspettare un bel po’.

C’è chi parla di uno, due anni, chi addirittura estremizza considerando tempi ancora più dilatati prima che si possa uscire dall’Italia, chi ha paura e forse non viaggerà più e chi aspetta l’asteroide previsto domani. Non dimentichiamo l’asteroide, è giusto mantenere alti i livelli di pathos!

Ma tornando a noi… se questa pandemia e queste restrizioni fossero uno stimolo ad organizzare gite fuori porta, viaggi in Italia per scoprirla sempre più?

In un mondo dove è diventata una moda visitare sempre e solo luoghi esotici, volare per ore e ore per poi tuffarsi in mari cristallini sorseggiando rum da una noce di cocco mentre, con l’asta da selfie, immortaliamo quei momenti, sapere che le stesse acque cristalline o luoghi incantati sono accessibili con un’ora di macchina o massimo due di aereo, non è solo la svolta per i pigri, lo è anche per coloro che non sanno ancora quanto e quanti luoghi mozzafiato il Belpaese può offrire.

E allora potrebbe iniziare un gioco: aprire la carta geografica dello stivale e fare come con le figurine “ce l’ho/non ce l’ho”. Ci stupiremmo all’idea che ci sono tesori nascosti che nulla hanno da invidiare ad alcun luogo nel mondo. Ci stupirebbe renderci conto, una volta andati via, che non vediamo l’ora di ritornare.

Che tu sia un amante dell’avventura, dell’arte o del dolce far niente, l’Italia è ricca di tesori, destinazioni sconosciute ai più che soddisfano ogni tipologia di turista.

Prova a chiudere gli occhi, immagina un intero paese sommerso da un lago, -  si potrebbe dire: “se è sommerso come faccio a saperlo?” - bene! al centro del lago spunta, come dal nulla, il vecchio campanile che in inverno, quando tutto gela, i turisti possono raggiungere a piedi. Non è lo scenario di una fiaba, ma è Curon Venosta, un paesino in provincia di Bolzano. “E se dico Dozza, ti risulta familiare?” Si tratta di un borgo bolognese, chiamato anche la città dell’arte, intere facciate dipinte da vari artisti nel corso dei tempi, tutto a cielo aperto. “E vogliamo fare un salto in qualche castello?” Il nostro Paese ne ha talmente tanti da far girare la testa. Sono ben venticinquemila e tutti degni di scene da Game Of Thrones. Nel Castello di Lauria, ad esempio, a Castiglione di Sicilia, enormi finestre ad arco divise da piccole colonne che affacciano sul cielo azzurro ti fanno sentire un membro degli Stark.

E se invece ci spostiamo in Umbria, ecco che ci troviamo dinanzi ad uno spettacolo surreale, tutto fa pensare a Dorne, altro incredibile regno fantasy della famosa saga, ma si tratta della Scarzuola, in provincia di Terni: scale, passaggi attorcigliati, anfiteatri e palcoscenici, una città interamente creata dall’architetto Tommaso Buzzi, un sogno ad occhi aperti. Se vogliamo accontentare i più temerari, zainetto in spalla e scarpe da trekking, come in un vero film di Indiana Jones, possiamo spostarci a Brescia e scoprire il Parco Nazionale delle incisioni rupestri o tornare al Sud, in provincia di Siracusa, dove esiste una necropoli gigantesca, la necropoli di Pantalica e vicino si può passeggiare nelle gole dell’Alcantara, un percorso suggestivo con pareti che bisogna a tratti toccare, poiché disegnate con una mano così perfetta che si stenta a crederci. La nostra bella Italia accontenta anche gli amanti del caldo e dei paradisi naturali. Goloritze, un nome che può trarre in inganno perché pensi a chissà dove invece parliamo della Sardegna, una caletta dall’acqua così piatta da dubitare che esista, dal colore chiarissimo, rocce dalle forme più fantasiose e meta di chi vuol omaggiare la quiete, lontano dai posti più frequentati. Per non parlare di Panarea, che nasconde gelosamente una spiaggia dal nome misterioso, Calajunco, una piscina naturale incastonata tra le rocce. Volendo arrivare fino ai confini più a Nord dello stivale, il nostro tour virtuale ci porta presso un lago di immensa bellezza, con acque color smeraldo in estate, da ammirare su barchette a remi cullati da un silenzio sacro, e coperto di neve e ghiaccio candido in inverno. È il lago di Braies, a pochi chilometri da Bolzano, dove si respira aria pura e si possono fare lunghe passeggiate immersi nella natura.

Mi viene in mente Alessandro Siani quando nel film “Benvenuti al Sud”, racconta che piangi due volte quando vieni al Sud ‘’una quando arrivi e una quando te ne vai’’, io invece dico che vale per tutto il nostro Paese, una nazione piena di luoghi magici con così tante diversità, un uragano di culture e tradizioni che fa sentire un po’ tutti cittadini del mondo. D’altronde non è vero che per immergersi in nuove realtà, come con le persone, bisogna conoscersi prima a fondo?

Mi piace questo paragone, immaginare noi stessi come l’Italia tutta e le persone con cui ci rapportiamo come gli altri Paesi del mondo, perché alla fine è così, noi siamo il riflesso della terra magnifica che ci ha dato i natali e che per questo abbiamo il dovere, almeno per riconoscenza, di visitarla tutta, dalle viscere più calde del Sud che ci fanno ricordare gli abbracci di una nonna la domenica a pranzo, alle vette candide del Nord che, invece, ci fanno ricordare quanto la natura sia perfetta e scoprire che non stiamo facendo altro che conoscere noi stessi.

Spesso ci capita di dire, quando torniamo da un viaggio: “lì ci ho lasciato il cuore” ecco io credo, invece, che i viaggi il cuore non te lo rubano ma, al contrario, te lo ingrandiscono ed è l’unico caso in cui, nonostante diventi più grande, noi ci sentiamo terribilmente più leggeri.

Viaggiare è stupendo, ma in Italia di più!

 

[Carolina Ventriglia]



Notiziario

 

Iscriviti per ricevere la nostra newsletter.

Il campo è obbligatorio. Indirizzo Email non corretto
Grazie per esserti iscritto al nostro notiziario.
Si prega di riprovare.
Sei già iscritto al nostro notiziario.