CARO DIARIO #12


Caro Diario,
Di recente mi capita spesso di sognare di "ritorvare" degli oggetti perduti.
Nel sogno sono in una casa, ed attraversando un lungo corridoio raggiungo una stanza. All'interno distese di scaffali, ricchi di oggetti di diversa natura, ma tutti accumunati dal fatto d'esser scomparsi.
Chissà dove, chissà quando. Sono certa che mi siano appartenuti, lo sento.

 

Caro diario,
Il sogno è lo spazio affascinate e misterioso in cui desideri e paure si prendono per mano. Quel luogo in cui puoi riprenderti qualcosa che hai perso, qualcuno che hai perso.

 

La perdita, che fatto ostile da affrontare.
È pure difficile da pronunciare, meglio bisbigliare.

 

Se è vero che la vita è una questione matematica, che siamo un calcolo di possibilità, nella perdita e nel rinnovo possiamo credere che a qualsiasi sottrazione risponda un'addizione, che la perdita, con la dovuta energia, possa trasformarsi in riempimento.

 

Nella quotidianità facciamo già fatica a comprendere quel che c'è, figuriamoci quello che non c'è.
Viviamo come fossimo immortali, dettiamo le leggi sui tempi per essere qualcuno o qualcosa, sugli obiettivi da raggiungere, sull'importanza o meno di qualcosa.

 

Certe volte mi fermo a riflettere sul fatto che tutto questo non serva, questo rincorrere il mondo con l'affanno, il respiro pensate e le rughe sulla fronte. Basterebbe accettare che a volte la vita ci impone dei fermi forzati.
È inutile ribellarsi, anche noi come tutte le cose della natura, abbiamo bisogno di fermarci per raccogliere le energie, rigenerarci come la terra per dare i suoi buoni frutti.

 

Caro Diario, questo mese compi un anno in questo spazio,
ti ho rimpieto dei miei guadagni e delle mie perdite, adesso aggiungiamo una spunta a questo tempo, in attesa di buoni frutti.
 



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