Il vento della speranza soffia sui cavalieri valorosi: ripartono gli ambulanti delle fiere settimanali


<<…Scegliete signo’, scegliete…>>


Tutto ciò che accade all’interno di un mercato rionale nasce dal cuore, cresce nel ventre e viene fuori dalle braccia possenti e dagli occhi emozionati dei venditori ambulanti: cavalieri erranti e valorosi al servizio della clientela.

Eh sì, perché se dall’esterno il mercato rionale può sembrare una semplice combinazione di banchi e furgoncini, dall’interno appare più come un cuore pulsante che spinge sangue nei polmoni e nel resto del corpo! Forse non tutti lo sanno ma in Campania la fiera settimanale è un rituale, una magia che due volte la settimana si ripete tra miti, leggende e tradizioni locali.

Per molti è un vero e proprio tranquillante, un diazepam a base di “pezze”, scarpe, borse e gioielli; per altri è un’ossessione, una caccia sfrenata alle migliori occasioni, per qualcuno è un appuntamento fisso e irrinunciabile. Un po’ come il cinema il venerdì sera, il ragù della domenica, la pasterella dopo pranzo a pancia piena, la pizza il sabato sera. Che grande invenzione il mercato: se fosse un film sarebbe il sequel de “La ricerca della felicità”.

In Terra di Lavoro sono tantissime le realtà degne di nota che attirano consumatori da ogni parte della regione grazie ai preziosi e infaticabili ambulanti che ogni settimana (in barba a vento, pioggia e sole) gestiscono con devozione e professionalità il proprio "banco”. Dall’abbigliamento alla biancheria, dalle scarpe alla bigiotteria: gli articoli sono tantissimi e l’opportunità di trovare l’occasione della giornata infiamma anche i cuori più freddi, motivando intensamente chi si destreggia senza sosta tra le varie postazioni.

Gioia e dolore, pioggia e sole per una categoria, quella degli ambulanti, messa in ginocchio dal Covid-19, è da mesi infatti che questi ultimi non tornano in strada per il settimanale appuntamento. Storie di uomini e donne dai camion pieni di collezioni passate (invernali e primaverili) che probabilmente non venderanno più. Furgoni pieni, soldi già investiti, tasche sempre più vuote ma occhi pieni di speranza.

Noi di Italianismi abbiamo avuto la fortuna di incontrarne qualcuno che ha fatto i salti di gioia nel sapere di poter ricominciare a lavorare, di poter scendere di nuovo in campo e portare finalmente “il piatto a tavola” dopo mesi di sacrifici e stenti.

“Quello che abbiamo provato in questo periodo – ci spiega Felice, concessionario di uno spazio in provincia di Caserta e nel comune Capoluogo da circa 20 anni - è difficile da raccontare. Abbiamo provato un senso di smarrimento totale. Paura ed incertezza che fanno un po’ sbilanciare la voglia di ripartire. Siamo felicissimi di aver ripreso le nostre attività ma i punti interrogativi sono tanti. Sicuramente nulla sarà come prima ma vedo negli occhi delle persone una voglia disperata di ricominciare. Personalmente sono stato colpito e ferito da questa pandemia, io che vendo articoli da regalo, bigiotteria, mi sento doppiamente sfortunato visto l’annullamento di tutte le cerimonie già programmate. Purtroppo le spese per l’acquisto del materiale e quelle dell’affitto della postazione, più tutte le altre legate alla gestione dell’attività, ci sono state e ci sono, di conseguenza davvero non so se riuscirò a venirne fuori o se riuscirò almeno a pagare tutte le spese”. È emozionato Felice mentre ci racconta la sua storia: da un lato il desiderio di ricominciare, dall’altro il frastuono dell’incertezza e la paura per un futuro che nessuno può mostrargli.

A fargli eco è “occhi belli”, così lo chiamano i suoi vicini di banco, anche lui ambulante da circa vent’anni. I suoi occhi azzurro cielo raccontano la storia di un ragazzo che non si è mai arreso, neanche quando tutte le condizioni sembravano essere avverse. Ci ha spiegato di avere investito migliaia di euro per l’acquisto di abiti che sperava di vendere nei mesi di marzo e aprile. Non aveva fatto i conti con la pandemia e adesso si sente abbandonato a sé stesso. Un sentimento comune a tutta la categoria cui appartiene ma che ci auguriamo possa svanire presto.

Intanto a Caserta e a Santa Maria Capua Vetere da qualche giorno soffia il vento della speranza, un vento che lascia però gli ambulanti con i piedi ben saldi a terra e offre a tutti noi un’istantanea bellissima: uomini che, nonostante il destino sia stato inclemente con loro nell’ultimo periodo, non si arrendono mai. Sono questi gli uomini a capo della vera resilienza: quella del cuore!


[Roberta Buonpane]



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