La linea sottile tra professionismo e dilettantismo: La serie B e i suoi protagonisti


Come tutti sappiamo, il Basket ha chiuso le porte dei palazzetti in maniera definitiva, non assegnando il titolo di campione d’Italia e congelando promozioni e retrocessioni. Mentre la Lega si sta concentrando sulla ripartenza del campionato di serie A, per la serie B sta provando ad analizzare quante delle 64 società saranno in grado di iscriversi al campionato 2020/2021 e in che modo organizzare la nuova stagione.

Durante il lockdown si è diffusamente parlato della gestione dei contratti degli addetti ai lavori, in particolar modo di quelli delle serie A2 e B che sono categorie dilettantistiche e non professionistiche. Molte perplessità e criticità sono state riportate alla Lega da associazioni di categoria: Usap (Unione sindacali allenatori pallacanestro), Giba (Giocatori italiani basket associati) e da procuratori per la gestione dei contratti in questi mesi di inattività.

Nel report si analizza il punto di vista di alcuni attori della serie B che hanno esposto la propria idea a riguardo ed hanno suggerito alcune proposte per la ripartenza del campionato ma soprattutto per la tutela degli addetti ai lavori.


Marco Cardani - Capo Allenatore VaporArt Bernareggio (Girone B)

“LNP si è comportata in maniera vigliacca facendo ricadere l’intera crisi economica sui tesserati, prendendo immediatamente ed insindacabilmente la parte delle società. Delle 3 mensilità mancanti praticamente tutti hanno detto che non le pagheranno facendo leva sull’impossibilità di fornire la prestazione, gente che nella maggior parte dei casi vive di questa attività e guadagna dai 10.000 ai 20.000 euro l’anno (tranne rare eccezioni).

Inoltre, la FIP ha posticipato le scadenza Comtec per il trimestre dicembre, gennaio e febbraio, quindi in un momento precedente all’emergenza sanitaria, permettendo a società che non pagano da Natale di farla franca: nei campionati dilettantistici (A2 e B) i controlli sui pagamenti vengono effettuati su liberatorie firmate dai tesserati, che spesso sono vittime delle angherie e delle false promesse dei proprietari. Ci sono parecchi addetti ai lavori che hanno perso 3/4 mensilità e che non sono stati in nessun modo tutelati da Federazione e Lega.

A livello contrattuale un mese fa la Lega ha addirittura proposto unilateralmente un format di contratto per le prossime stagioni che prevede maggiori garanzie per le società ed ulteriormente inferiori per giocatori ed allenatori, ora pare che siano disposti a parlarne con procuratori, giocatori e allenatori.

Alcune società hanno proposto di far diventare il campionato di serie B una competizione per non professionisti, ponendo dei massimi salariali ridicoli ed obbligando gli addetti ai lavori a fare altro.

Altre società hanno unilateralmente annullato i contratti pluriennali considerandoli troppo onerosi vista la probabile crisi economica, dimostrando ulteriormente il subdolo sostegno della LNP e la totale assenza di garanzie per i tesserati.

Molti giocatori sono stati sfrattati dagli appartamenti assegnatigli nonostante il buon senso prevedesse di mantenerli comunque fino al 30 giugno. Chi si era trasferito con la famiglia e aveva la fidanzata o la moglie impiegata in loco si è trovato dall’oggi al domani in mezzo ad una strada.

FIP e Lega non hanno fatto nulla per gli allenatori, ogni iniziativa da loro presa o avallata è andata contro gli interessi della nostra categoria, della nostra attività e delle nostre vite.

Da segnalare invece l’improvvisa, rapida ed efficiente unione d’intenti tra tutti gli allenatori della Serie B, presto riproposta ed allargata alla A2 ed ai campionati giovanili e regionali: in pochi giorni si è ridato vita all’USAP, fino ad oggi sindacato inutile ed obsoleto; si sono eletti dei rappresentanti per ogni categoria (Calvani per A2, Vescovi per B e Rocco per le giovanili) e sono state fatte proposte e richieste alle leghe ed alla federazione per cambiare le cose.

Premesso che i contratti e la relativa forza contrattuale della nostra categoria di allenatori LNP siano praticamente nulli dal momento in cui siamo impossibilitati a svolgere la nostra prestazione (così sostiene il Codice Civile), per quanto riguarda questa annata sportiva possiamo discutere quanto vogliamo ma non abbiamo margini per cambiare la situazione: la stagione è stata sospesa per una grave emergenza sanitaria ed al 99% non ci saranno da qui al 30 giugno le condizioni e le tempistiche necessarie per riprendere e completare la regular season ed i playoff (anche con un format abbreviato), tenendo conto anche del tempo necessario per far recuperare la condizione fisica agli atleti dopo due mesi di stop. Inoltre, ognuno di noi si è accordato privatamente e diversamente con le rispettive società, quindi non vedo come si possa fare fronte comune per giustificare un accordo per 7/10 mensilità. Detto questo, a mio avviso l’unica questione da affrontare con determinazione ed unione d’intenti è la valorizzazione della nostra categoria per il futuro (a partire dalla prossima stagione per capi allenatori, vice allenatori e responsabili di settori giovanili LNP), percorso da intraprendere con consulenze legali e commercialistiche, con l’obiettivo di istituire un contratto collettivo di lavoro o l’ammissione al regime di partita IVA (ipotesi per me preferibile trattandosi di libera professione a tutti gli effetti la nostra), passo fondamentale per giungere al necessario salario minimo, ai benefit accessori ed al tanto agognato potere contrattuale e decisionale. Dubito che si possa fare fronte comune con i giocatori che fanno questa professione per pochi anni e diversamente rispetto a noi, andrebbero invece coinvolti gli agenti, in modo anche da giustificare la loro enorme percentuale di guadagno rispetto ai nostri contratti, visto che nessun altro consulente o agente di altre attività (per esempio agenti immobiliari) ha percentuali del 10%. Condivido in pieno e sostengo da anni la necessità che i procuratori debbano essere a nostre spese e non a carico delle società (lavorano per noi e devono essere pagati nel momento in cui abbiamo ricevuto l’ultima mensilità spettante), che debbano essere defiscalizzate e rese legalmente redditizie le sponsorizzazioni (altrimenti il nostro sport sarà sempre in mano alle lune di qualche mecenate) e che l’intero sistema basato sui parametri vada rivisto (così com’è non funziona né per le squadre senior perché troppo oneroso né per i settori giovanili, che non sono stimolati a fare investimenti quasi mai redditizi). Ritengo quindi opportuno candidare ed eleggere dei nostri rappresentanti ed istituire delle riunioni (per gruppi territoriali o online) per produrre delle proposte articolate e condivise (siamo la categoria più competente nella pallacanestro rispetto ai politici che ci governano, ai dirigenti che non hanno formazione e lungimiranza in molti casi, al nostro sindacato che è totalmente inutile ed obsoleto, ai giocatori che faranno altro nella vita ed ai presidenti di società che sono spesso appassionati facoltosi).  Propongo inoltre che si debba far sentire da subito la nostra voce con un comunicato congiunto sull’impossibilità ad oggi di prendere una decisione definitiva sulla cessazione della stagione da parte della FIP, o quantomeno pretendere che la A2 e la B viaggino di pari passo, esattamente come sotto l’aspetto giuridico (unica nostra arma per quanto riguarda questa stagione, tenerla aperta il più possibile).”


Roberto Rugo – Direttore Sportivo Antenore Energia Padova (Girone B)

Il lockdown ha provocato un brutto stop a tutto il Sistema Basket e soprattutto ha evidenziato una debolezza strutturale dello stesso. Ormai sono diverse stagioni che tra rinunce, ripescaggi, spostamenti ed altro, il Campionato di Serie B ha delle difficoltà di essere omogeneo ed equilibrato non tanto in roster e budget quanto in organizzazione delle società (alcune non hanno i requisiti) e soprattutto numero di giocatori senior ed under tali per poterlo definire anticamera del professionismo.

Il lockdown molto probabilmente è un buon viatico per ridurre il numero delle squadre e ridurre alcune voci di costi troppo elevati.

Ipotizzando di essere su una torre salverei la Lega e butterei giù la FIP. Ormai la Fip si è arroccata ed implode su stessa sia come proposte sia come gestione. La Federazione è lontana dalla vita delle società e soprattutto non si è nemmeno - in questa situazione - resa conta degli sforzi delle varie componenti del sistema basket (società, dirigenti, coaches e giocatori). Tutte queste figure hanno perso qualcosa da un punto di vista sportivo/economico ed i giocatori più giovani da un punto di vista di formazione/istruzione.

La Lega si è spesa molto di più per provare a trovare qualche accordo, ad ascoltare le società e le varie componenti del nostro mondo.

Credo che la riduzione delle squadre, la riduzione della lunghezza della stagione e soprattutto la tutela di tutti gli attori di questo campionato sia fondamentale. Bisogna essere consapevoli che la terza serie di questo sport non può spingersi verso il Professionismo, bensì creare un Campionato Italiano Dilettanti a cui ogni società partecipante risponda con determinati criteri e requisiti:

1.      struttura societaria

2.      budget per un programma senior 

3.      budget per un programma di settore giovanile

4.      obbligo di schierare 3/4 under dal proprio settore giovanile

5.      blocco del mercato al termine del girone di andata.

6.      massimo 1 intervento di mercato

7.      società inadempienti NON AMMESSE AL CAMPIONATO


Se vogliamo ripartire dobbiamo darci delle regole, e queste regole devono essere rispettate senza se e senza ma.

Negli ultimi anni tra tesseramenti in ritardo poi dati per buoni, società che si iscrivono per buona in uffici e poi spariscono e gironi monchi, ditemi come facciamo ad attirare sponsor, pubblico, interesse, etc., se per primi accettiamo sempre tutto passivamente.

Ringrazio per essere Stato coinvolto e rimango a disposizione per qualsiasi ulteriore tavola rotonda per dare idee e proposte, dato che ho vissuto il campo da giocatore, da allenatore in questa categoria e non, ed ora da dirigente.”


Paolo Bergui – Presidente Olimpo Basket Alba (Girone A)

“La criticità maggiore è stata la gestione dei rapporti di collaborazione sportiva in essere, gli sponsor hanno immediatamente interrotto i contratti con conseguente mancanza di liquidità, questo ci ha costretto ad adeguare i compensi al budget riformulato, comprensibile il disagio soprattutto per le persone che vivono con i compensi percepiti, custodi ed addetti oltre che giocatori. Tante le difficoltà per pagare i fornitori e per sostenere le spese di gestione. Francamente, tolto il contributo di sport e salute riservato agli addetti per le società mi aspettavo qualcosa di più, la riduzione della rata Fip è semplicemente stata fatta sottraendo i servizi non fruiti, idem per la Lega, nulla è entrato come contributo speciale nel nostro bilancio. Proporrei, per la tutela della categoria, la riduzione dei parametri, soprattutto per la serie B, dove incidono in misura nettamente superiore alla A2 ed A1 compensando le società che li percepiscono con l'utilizzo dei Nas che rimangono nelle casse della Fip oppure aumentando i parametri delle serie superiori. Molto importante sarebbe se estendessero anche alle sponsorizzazioni la detrazione fiscale del 30% di cui oggi godono le spese di pubblicità sulla carta stampata, tv e media.”



Francesco Ponticiello – Capo Allenatore CitySightseeing Palestrina (Girone D)

“La chiusura anticipata dei campionati ha azzerato il percorso di oltre 6 mesi di lavoro. Gli effetti sono evidenti: danni tecnici, professionali ed economici; ed investono tutti: giocatori, tecnici, società e tifosi. L’azzeramento del percorso da 21 successi in 23 partite del sottoscritto e di Palestrina parla da solo. La FIP ha fatto ciò che andava fatto: preso atto della impossibilità di proseguire ed azzerato tutto. Tra l’altro, i provvedimenti per far ripartire il movimento potranno essere valutati solo tra 6 mesi o un anno. Per gli allenatori la situazione è difficile, a maggior ragione in A2 ed in serie B. Ma salvaguardare la professionalità dei tecnici è un bene per tutto il movimento, non solo per gli allenatori.”


Giacomo Baldini – Guardia VaporArt Bernareggio (Girone B)

“Premesso che avendo parlato con diversi giocatori (la maggior parte amici) il pensiero  che  voglio esprimere  è condiviso da molti miei compagni e avversari sul campo, sicuramente questo 2020 ha portato diverse situazioni sgradevoli e (non) per noi giocatori, per chi stava facendo un buon campionato, per chi rincorreva i playoff e la promozione o era a rischio retrocessione o ben al di sotto delle aspettative. Tutto ciò, secondo il mio parere (e di altri giocatori), è stato completamente sottovalutato soprattutto per quanto riguarda la tutela dei diritti e quindi dei nostri interessi, si veda la situazione in merito ad alloggi, stipendi, contratti, agevolazioni, ecc.

Il nostro movimento di giocatori di serie B si è dunque mosso con l’aiuto della GIBA (l’associazione dei giocatori) per “recriminare” tutti questi nostri diritti per riuscire ad avere un po’ di voce in capitolo soprattutto ai piani alti, per avere un margine di potere nel prendere le decisioni che riguardano il nostro futuro. Quindi noi giocatori ci uniremo e faremo in modo di superare tutti insieme questo difficile momento per uscirne al meglio per far sì che i nostri diritti siano difesi nel migliore dei modi. Per quanto mi riguarda spero che il campionato possa riprendere il prima possibile (ottobre/novembre) a porte aperte e che già alla fine di giugno/luglio si sia risolta la questione dei contratti che dovranno rimanere di 10 mesi per l’anno sportivo che segue.”



Le testimonianze appena riportate rappresentano una piccolissima percentuale del pensiero degli addetti ai lavori che vorrebbero più stabilità e più sostenibilità per la categoria. Incrociamo le dita, sperando che la Federazione, insieme al Ministro dello Sport, riesca a fornire un supporto alle classi dilettantistiche, ritenute fondamentali per la formazione dei futuri campioni italiani.


[ Giuseppe Pavone ]




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