Solidarietà digitale: 100 film gratuiti con Minerva Pictures


“Chi siete? [...] Cosa portate? [...] Sì, ma quanti siete? [...] Un fiorino!”


A primo impatto possono sembrare le domande formulateci ai posti di blocco in questi ultimi giorni; le fatidiche parole che precedono la richiesta, da parte delle forze dell’ordine, di esibire l’autocertificazione. E invece no. Si tratta del celebre film “Non ci resta che piangere” che vede protagonisti Massimo Troisi e Roberto Benigni catapultati indietro nel tempo nell’immaginario borgo di Frittole.

Inutile dirlo, per tutti (o quasi) la quarantena ha prodotto una sorta di effetto amarcord, un’esplosione di ricordi riaffiorati, una quantità infinita di film rispolverati. È accaduto anche a voi? Tutto sotto controllo, il desiderio di rifugiarsi in un tempo in cui non c’erano preoccupazioni è comune a molti da qualche settimana a questa parte.

Purtroppo però, almeno in materia di cinema, dobbiamo ammettere che la pandemia dà e la pandemia toglie. Eh sì, perché se da un lato abbiamo avuto l’opportunità di goderci ore di serie tv, giorni trascorsi a crogiolarci tra grandi pellicole, dall’altro il mondo del cinema potrebbe essere tra i più colpiti nella fase post Covid-19. Festival annullati, proiezioni sospese e uscite rinviate: il settore cinematografico è immobile e le sale cinematografiche saranno le ultime a ripartire.

Nasce da qui il desiderio di alcuni produttori italiani di mettersi in gioco e “tamponare” questo periodo di paure ed incertezze con la solidarietà digitale.

Come ha spiegato anche da Gianluca Curti, amministratore delegato della (ndr. poiché sottintende società) Minerva Pictures che, attraverso la piattaforma The Film Club, ha consentito agli appassionati di cinema la visione gratuita di circa 100 film.  Da “L’odore della notte” di Claudio Caligari a “Speriamo che sia Femmina” di Mario Monicelli, come raccontato dallo stesso Gianluca in questa intervista.


Gianluca, che cos’è la solidarietà digitale?


Un modo per sentirsi parte di una comunità e in qualche modo umili.

Come nasce il desiderio di della Minerva Pictures di contribuire alla solidarietà digitale?

Nasce dal voler fare qualcosa per aiutare le persone costrette a stare in casa. Noi facciamo cinema, e quel che abbiamo potuto fare è stato mettere a disposizione, gratuitamente, 100 nostri film per chiunque ne avesse voglia.


Cosa possiamo trovare sulla piattaforma the film club?


Ci sono una varietà di film che spaziano dal film d’autore al film d’azione, dai film bizzarri (creature, disaster, squali volanti…) ai film rari e classici, dalle commedie a grandi produzioni, italiane e internazionali appena uscite in sala.


Produzioni sospese, uscite rinviate. L’attuale pandemia sembra aver piegato in due anche il mondo del cinema. Quali gli effetti?


Gli effetti sono stati molto profondi e duri e credo che specialmente per l’esercizio cinematografico, per le sale e per l’indotto sarà una lunga strada prima di tornare alla normalità.

Molti film sono stati interrotti, speriamo che entro giugno si possa riprendere.


Cosa ne sarà del settore cinema post Covid-19? È possibile ipotizzare mascherine per attori e addetti ai lavori e microfoni disinfettati ad ogni ciak?


Sono in corso una serie di confronti per l’individuazione di un protocollo comune, tra produttori e sindacati, con la supervisione del Mibact.


E se le sale dovessero riaprire a dicembre, come qualcuno ha ipotizzato?


Si ripartirà da lì e intanto si farà la resistenza.


La Minerva Pictures come porta avanti i suoi impegni già programmati? C’è un piano B?


Abbiamo dato un forte impulso all’attività e ai progetti del digitale, siamo in post produzione con 2 film girati pochi mesi fa e cerchiamo di immaginare il futuro.


E per chiuderla con una citazione cinematografica, ritorniamo a Frittole, al 1400 (quasi 1500). E se Mario (Massimo Troisi) nell’incontrare Leonardo gli avesse parlato del termometro per metterlo in guardia dal virus, monitorando la temperatura corporea? Lo ricordate, vero? “Na cosa semplice, facilissima: ter-mo-me-tro. 'Nu coso di vetro, mercurio, tutti numerini di ferro, pe' vedere se ci hai la febbre. Lo metti qua sotto o in bocca. Allora se il mercurio arriva a trentacinque, debole. Trentasei, normale, so' tutte lineette, trentasette media, rosso, un po' di febbre. Trentotto devi restare a casa, non esci. Trentanove, quaranta, quarantuno, quarantadue, rossissimo, grave, ospedale”.


[Roberta Buonpane]



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